12 Giorni di ispirazione: Giorno 5 “Quando Dio ti riabilita”

Ma andate a dire ai suoi discepoli e a *Pietro che egli vi precede in *Galilea; là lo vedrete, come vi ha detto». (Vangelo secondo Marco 16:7 NR94)

Spesso capita nella nostra vita di vivere un momento in cui ci sentiamo completamente benedetti, siamo forti, viviamo la presenza di Dio ogni ora ogni giorno. Poi Dio fa un passo indietro, e ci permette di andare avanti per un pezzo provando la nostra fede, provando quanto davvero crediamo che Lui sia con noi in ogni momento della nostra vita, anche quando non lo sentiamo. Allora, in questa fase, iniziamo ad accusare in modo più doloroso i colpi che il male cerca di infliggere alla nostra vita, gli ematomi si fanno più dolorosi, e la pressione della vita ci porta a gettare la spugna, a cadere, a cedere, commettendo un errore.

Oppure altre volte una vecchia dipendenza torna a farsi viva, in maniera più forte che mai, e senza che ce ne rendiamo conto siamo caduti ed ora il nostro errore é sulla nostra coscienza a rivendicare la nostra giustezza.

Quanto soffriamo nel momento del senso di colpa? Quanto, in seguito ad un errore, ci sentiamo indegni di quanto Dio ci ha dato, ci ha promesso, di quanto ci ha benedetto? Spesso in questi momenti decidiamo di autogiudicarci, di decidere che siamo fuori, che non siamo degni di quanto Dio ci ha promesso in passato, molte volte decidendo noi stessi di rinunciare a continuare a sperare che Dio abbia “pensieri di pace ed una speranza ” per noi. Ma spesso facciamo tutto questo senza che Dio ci dica nulla, ma siamo sicuri che Dio approvi la nostra autosentenza?

Nella Bibbia abbiamo un esempio di come Dio la pensi in un caso pratico, dove Dio stesso viene addirittura rinnegato tre volte proprio prima di sacrificarsi per noi, da Pietro. Abbiamo parlato già in un altro giorno di questo apostolo, ed oggi lo rivedremo in una situazione dove lui stesso ha provato cosa significhi essere riabilitato da Dio.

Pietro seguì Gesù fin dagli inizi del suo ministero, era alle nozze di Cana, fu uno dei tre a vedere la trasfigurazione nella piena gloria di Gesù insieme ai patriarchi di Israele, fu l’unico a camminare sulle acque insieme a Gesù. Pietro era andato molto in profondità nella relazione con Gesù, era un “veterano”, aveva provato e visto tante cose, forse troppe per lui per potersi permettere il lusso di cadere e sbagliare proprio nella prima volta in cui era il Figlio di Dio ad essere in difficoltà, ad aver bisogno di loro, ad aver bisogno di lui. Prima una fuga mentre il Maestro veniva catturato ingiustamente, proprio quella notte in cui non riusciva a stare sveglio per pregare insieme a Lui. Ancora rimbombavano nelle sue orecchie quelle parole mentre scappava e sentiva dietro di lui le urla della folla che portava via il suo Rabbunì:

Poi tornò dai discepoli e disse loro: «Dormite pure oramai, e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina, e il Figlio dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino». (Vangelo secondo Matteo 26:45, 46 NR94)

Ma la notte non era ancora finita, ed il rimorso ed il peso della coscienza di Pietro erano ancora ferite vive nel suo spirito, e decide quindi insieme a Giovanni di seguire Gesù da lontano, fino alla casa del sommo sacerdote Caiafa dove la folla lo condusse. Mentre era nel cortile del sacerdote, vicino ad un fuoco per scaldarsi insieme ad altri giudei, ecco che uno sembra riconoscerlo «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?», e subito riluttante «Non lo sono». Era già la seconda volta in quella notte che lo riconoscevano, possibile che fra tutti proprio lui dovevano ricordare meglio? «Non ti ho forse visto nel giardino con lui?» tuonò un altro accanto al fuoco, e mentre nuovamente rinnegava nella sua mente iniziò a prendere forma un ricordo, un pensiero, tutto questo gli sembrava strano, ma un canto di un gallo squarciò letteralmente il suo cuore, come un vento che spazza via la nebbia portando alla luce un ricordo, una profezia, che Gesù gli disse meno di 24 ore fa:

Gesú gli disse: «In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». (Vangelo secondo Matteo 26:34 NR94)

Quella frase rieccheggiò nel suo spirito affilata come una spada, proprio mentre gli uomini del sacerdote portavano via il suo Rabbunì verso la sua fine, ed in un attimo i loro sguardi si incrociarono:

61E il Signore, voltatosi, guardò Pietro; e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detta: «Oggi, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». 62E, andato fuori, pianse amaramente. (Vangelo secondo Luca 22:61, 62 NR94)

Uno sguardo, non di giudizio, non di riprensione, ma di amore, di perdono, di pace, uno sguardo che  diceva “Ti ho già perdonato, è tutto a posto, tranquillo, ti amo perchè ti ho scelto, e continuo ad amarti anche quando sbagli.”

Una notte, una fuga, un rinnegamento, un perdono. Troppo per Pietro, un uomo abituato a rendere occhio per occhio e dente per dente, dall’animo vivo, che non accetta compromessi e neanche le mezze misure. E non poteva accettare questo perdono immeritato.

Forse anche tu in questo momento ti senti come si sentì Pietro quella notte, hai visto la gloria di Dio nella tua vita, hai vissuto il Suo perdono, hai udito le Sue promesse, hai sentito il Suo amore, ma nonostante tutto sei caduto, hai sbagliato, hai ferito, hai rinnegato, hai tradito. Ma nonostante tutto Dio ti ama, nonostante tutto Dio ti perdona.
Fammi un favore, e soprattutto fallo a te, non permettere mai a nessun senso di colpa di avere l’ultima parola sulla tua vita. Sicuramente non lo hai permesso alle malattie, ai problemi, alle difficoltà, agli scoraggiamenti: “mi è capitato questo terribile problema, ma nonostante tutto Dio è al comando della situazione”, “ho avuto questa terribile malattia, i medici sembrano volermi abbattere, ma nonostante tutto Dio è colui che guarisce, e Lui è al controllo della mia vita”, “sono rimasto senza lavoro, ma nonostante tutto credo che Dio abbia per me una via dove sembra non ci sia”.

Adesso è ora di non permetterlo neanche al peso della coscienza, perché un cuore afflitto è gradito a Dio ed il suo perdono, la sua grazia, la sua benedizione si rinnova ogni mattina. Nonostante tutto Dio ti ha perdonato di nuovo, e nonostante tutto Dio continua ad amarti. Non permettere al tuo errore di far spegnere il tuo sogno perché pensi di non meritarlo, di aver sbagliato la volta di troppo, di averla combinata grossa, perché la grazia di Dio questa mattina è stata nuovamente rinnovata sulla tua vita.

Pietro neanche riusciva a crederlo, pensava alle promesse di Gesù “tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia chiesa” e guardandosi si vedeva indegno di ciò, pensava “Io devo predicare coLui che ho rinnegato? Quale ipocrita sarei?”, e come molti fanno in questa situazione, tornò a fare ciò che faceva prima, almeno in quello si vedeva in grado: tornò a pescare. Ma quella mattina la campana del perdono e della riabilitazione di Dio stava suonando nella sua vita.

Qualche chilometro più in là una tomba era rimasta vuota, ed un angelo stava richiamando gli apostoli al loro destino, compreso Pietro:

 6Ma egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesú il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l’avevano messo.7Ma andate a dire ai suoi discepoli e a *Pietro che egli vi precede in *Galilea; là lo vedrete, come vi ha detto».  (Vangelo secondo Marco 16:6, 7 NR94)

Anche oggi Dio ti sta dicendo “Non rimanere nel luogo dello scoraggiamento, Gesù ti ha già preceduto nel luogo del tuo sogno, del tuo destino, là vedrai la Sua Gloria come ti ha promesso!” Dio ti ha riabilitato, è quando Dio agisce neanche la roccia fredda di una tomba su cui è decretata la morte riesce a trattenere la luce dell’opera di Cristo!

Prima di concludere dobbiamo però ricordare una cosa, siamo anche noi in grado a riabilitare coloro che hanno sbagliato nei nostri confronti così come Dio ha riabilitato noi? E’ una delle cose che Dio ci comanda a fare (Mt 18,23-35), e ricordiamoci che a volte Dio permette che cadiamo per rinnovare l’esperienza del suo perdono e per essere incoraggiati a nostra volta a fare altrettanto. Anzi, a volte una caduta capita in seguito ad un torto che noi riceviamo proprio per questo, per riuscire a perdonare dove ci è molto difficile, ed il vivere noi il perdono di Dio nuovamente dovrebbe spingerci a ritrovare la forza perdonare a nostra volta, e chissà che il nostro perdono possa ridare vita ad un altro sogno sbiadito dalla vergogna e dal peso della coscienza, ad una nuova vita o ad una nuova conversione a Cristo?

Oggi dedica una parte del tuo tempo a Dio per ricevere il balsamo del suo amore e del suo perdono se la ferita di una tua caduta brucia ancora viva, non dimenticare di mettere i “Nonostante tutto Dio mi…” alle frasi che i sensi di colpa e la vergogna cercano di proclamare sulla tua vita. Ma ricorda anche se devi perdonare qualcuno, per ricevere insieme la riabilitazione di Dio insieme al Suo amore ed al Suo perdono. E se questa perdona ancora non conosce Dio, osa e non vergognarti a dire dove hai trovato il coraggio di poter perdonare una ferita, un’offesa, così grande, magari non lo sai ma quella persona è proprio ad una svolta dal conoscere Dio nella sua vita.