12 Giorni di ispirazione: Giorno 7 “Quando è tempo di cambiare canale…”

Quando furono compiuti i giorni del suo servizio, egli se ne andò a casa sua. Dopo quei giorni, sua moglie Elisabetta rimase incinta; e si tenne nascosta per cinque mesi, dicendo: «Ecco quanto ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui mi ha rivolto il suo sguardo per cancellare la mia vergogna in mezzo agli uomini». – Luca 1: 23-25

Una delle cose più importanti che vediamo nella Bibbia, nel momento in cui qualcuno passa da una situazione di totale rassegnazione ad un momento di favore da parte di Dio, è il cosiddetto “cambiar canale” di quello che ormai le nostre orecchie, ma soprattutto la nostra anima, è abituata a sentire tutto intorno.

Quando siamo in un momento della nostra vita dove umanamente non c’è via d’uscita e solo un intervento divino può cambiare la situazione, purtroppo spesso accade che chi ci circonda e condivide la nostra stessa fede, invece di essere di incoraggiamento, esortazione e fortificazione per noi, diventa invece un altoparlante della voce dello scoraggiamento. Improvvisamente la nostra anima diventa un terreno dove vengono seminati continuamente semi di sfavore, di rassegnazione i quali, come zizzania, minano e cercano di soffocare i semi di fede che con duro lavoro negli anni abbiamo cercato di piantare in noi.

Questi semi crescendo diventano barriere invisibili di una gabbia che limita l’azione di Dio nella nostra vita.

Circola da tempo la storia (a mio parere vera) di un orso che, dopo essere stato rinchiuso per vent’anni in una gabbia di uno zoo, improvvisamente viene riportato nella sua terra di origine e liberato. Tutti si aspettavano di vedere l’orso girare libero, scorazzare in mezzo al verde, gridare di gioia nella liberazione. Invece, con grande stupore di tutti, l’orso continuò a girare continuamente in cerchio come se fosse ancora rinchiuso nella gabbia da cui fu liberato. Sembrava che, invece di vedere la benedizione della liberazione, continuasse a vedere tutto intorno a sé le barre della gabbia da cui fu tratto.

Allo stesso modo anche noi, se permettiamo a questi semi di scoraggiamento di attecchire nella nostra vita, diventeranno per noi sbarre spirituali di una gabbia che limiterà il nostro modo di pensare, di agire, ma soprattutto di credere e confidare nell’opera di Dio.

Come possiamo abbattere, rompere, liberarci di queste gabbie? Lo vediamo in due punti, all’inizio del Vangelo di Luca al capitolo 1 e nel Vangelo di Marco al capitolo 5.

Quando furono compiuti i giorni del suo servizio, egli se ne andò a casa sua. Dopo quei giorni, sua moglie Elisabetta rimase incinta; e si tenne nascosta per cinque mesi, dicendo: «Ecco quanto ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui mi ha rivolto il suo sguardo per cancellare la mia vergogna in mezzo agli uomini». – Luca 1: 23-25

Penso che tutti conosciamo la storia di Zaccaria e di sua moglie Elisabetta: una coppia avanti negli anni, con un cuore secondo Dio, che hanno sempre osservato i precetti delle Scritture, onorato il Signore e soprattutto pregato per avere un figlio nonostante la sterilità di Elisabetta. Ma gli anni passarono, ed il figlio non arrivava.

C’era una cosa che poteva gettare un’ombra di rassegnazione, vergogna, desolazione su una famiglia 2000 anni fa in Giudea: non poter concepire. Era addirittura considerata  una punizione divina, uno sfavore di Dio. E purtroppo c’era una cosa che le persone sapevano fare molto bene, che abbiamo spesso rivisto nella Bibbia nelle vite di molti personaggi (vi ricordate gli amici di Giobbe?) e che forse anche noi abbiamo visto troppo spesso nella nostra vita: scoraggiare e gettare semi di rassegnazione.

Dopo decine di anni di rassegnazione, di scoraggiamento, ecco per Elisabetta aprirsi le porte del favore di Dio, Zaccaria riceve la promessa di un figlio ed Elisabetta rimane incinta. Ma anni di semina di scoraggiamenti hanno lasciato un segno nelle anime di queste due persone, tanto da costare a Zaccaria la perdita della parola a causa della sua incredulità. Come spezzare questo giogo? Ce lo mostra Elisabetta: “e si tenne nascosta per cinque mesi, dicendo: «Ecco quanto ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui mi ha rivolto il suo sguardo per cancellare la mia vergogna in mezzo agli uomini». ”

2 Cose fece Elisabetta:

  1. si isolò, si nascose, chiuse i contatti con coloro che per anni seminarono scoraggiamento nella loro vita;
  2. continuamente rinnovò la mente ricordando ogni giorno la promessa di Dio, onorandolo e ringraziandolo per ciò che stava facendo ed avrebbe fatto.

Elisabetta decise di “cambiare canale”. E’ importante, fondamentale, vitale, ma soprattutto ti guarisce. Non puoi entrare nella promessa di Dio che si sta aprendo nella tua vita continuando a ricevere semi di scoraggiamento e rassegnazione, perché o finirai per combattere e fare guerra con chi ti sta a fianco, oppure finirai per non credere a Dio bloccando il compimento della Sua promessa nella tua vita. Invece è importante affrontare questo momento che potremmo definire di “guarigione” della tua anima da tutto ciò che negli anni ha cercato di buttarti a terra, staccandoti da coloro che hanno cercato di condurti alla rassegnazione, e rinnovando la tua mente ogni giorno lavandola un pò per volta ricordando le promesse di Dio e ringraziandoLo per ciò che sta facendo e che farà, proclamando la Sua opera nella tua vita così come faceva Elisabetta.

Potrà sembrarti scortese, o addirittura non educato, ma la Bibbia ci dice che dobbiamo onorare e rispettare il prossimo, amarlo, ma non ci dice che siamo obbligati a minare la nostra fede e la nostra anima con i suoi scoraggiamenti. Puoi parlare con queste persone facendogli notare come queste sue parole ti abbattono, ti demoralizzano, proprio in un momento dove hai bisogno di fede e non di scoraggiamenti. Ma se non capiscono o con la scusa del voler essere “realisti” continuano con questo atteggiamento negativo, hai tutto il diritto di poter prendere le distanze per la salute della tua fede.

C’è un altro episodio nel Vangelo di Marco dove Gesù addirittura sceglie pochissimi fidati discepoli per un compito delicato, resuscitare la figlia di Iairo. Lui stesso fa uscire di casa gli increduli ed i “realisti” che davano la figlia del sacerdote come ormai trapassata:

37 E non permise a nessuno di accompagnarlo, tranne che a *Pietro, *Giacomo e *Giovanni, fratello di Giacomo. … 40 Ed essi ridevano di lui. Ma egli li mise tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui, ed entrò là dove era la bambina. – Marco 5:37, 40

In questo episodio vediamo Gesù che viene chiamato urgentemente da Iairo perchè la sua bambina stà rischiando la vita, Gesù sapeva che la fede del padre della piccola era di vitale importanza e per non contaminarla da inutili scoraggiamenti esterni diventa molto restrittivo:

  • Sceglie pochi fidati discepoli per andare dalla bambina (vi ricordate ad esempio la battuta di Tommaso quando Gesù decise di tornare in Giudea per resuscitare Lazzaro? “Andiamo anche noi a morire con lui” …);
  • Arrivati a casa della bambina, la prima cosa che fa è incoraggiare i genitori e fa uscire addirittura fuori dalla porta quelli che continuavano ad essere increduli.

Non so in questo momento tu cosa stia passando, magari hai vissuto per anni nell’ombra dello scoraggiamento e della desolazione, e proprio da coloro dai quali avresti dovuto riceve incoraggiamento ed esortazione, non hai ricevuto nient’altro che abbattimento. Probabilmente è il momento di “cambiare canale” anche nella tua vita, prenditi un tempo di guarigione circondandoti di persone che credono nell’opera soprannaturale e senza limiti di Dio, ricostruisci la tua fede, ricorda le Sue promesse e proclamale nella tua.
Ma soprattutto non permettere più a nessun’altro di gettare fondamenta di rassegnazione nella tua vita, perché molto spesso chi non crede che Dio possa intervenire nelle vite degli altri, è perché Lo sta limitando nella propria.

Magari un domani, vedendo come Dio ha operato nella tua vita, anche queste persone potranno decidere di rinnovare la propria mente, non seminare più nelle vite degli altri rassegnazioni ed abbattimenti, ed inizieranno a seminare semi di fede nella propria.

Che Dio ti benedica!