Holi festival, color festival…come il mondo ti vende la religione indiana.

In questo periodo stanno andando di moda, sulla scia del boom dell’holi festival indiano, miriadi di eventi e manifestazioni “ispirate” dalla festa religiosa di punta del credo induista. Sempre più si vedono eventi e manifestazioni che raggiungono il loro apice nel caratteristico rituale del lancio della polvere colorata. La gente spesso vi partecipa, spinta del clima di festa, musica e ballo, vedendo solo l’aspetto ludico e di intrattenimento dell’evento, trascurando o ignorando completamente l’aspetto religioso della festa.

Infatti, come detto, l’holi festival è una festa religiosa:

Si tratta di un’antica festa religiosa induista diventata popolare non solo nel mondo indu, ma anche in molte parti dell’Asia meridionale e anche al di fuori dell’Asia…La festa si inaugura con l’accensione, la notte prima del giorno Holi, di un falò che prende il nome di Holika Dahan, dove Holika è il nome di un demone delle scritture Hindu e Veda…

Altre fonti riportano in merito al lancio del colore:

Il giorno successivo, la gente si ammassa nelle strade per eseguire il rito principale e più noto dell’Holi: il lancio di acqua e polveri colorate. I festeggiamenti prevedono canti, balli e lancio di polvere colorata per le vie delle città e dei villaggi…Il termine Holi, infatti, significa “brucia” e lo spirito del male viene simbolicamente bruciato in un falò.

Nel mondo occidentale questa festa sta prendendo molto piede seguendo il successo di altre mode o feste direttamente derivate da ambienti esoterici o religioni orientali (halloween o yoga per citarne alcune). Molti vi partecipano interprentando nell’importanza che viene data ai colori una stretta correlazione con concetti o ideologie di propaganda o “pride-iane”. Lo stesso ad esempio che è avvenuto per l’arcobaleno, oggi utilizzato come simbolo della comunità LGBT (ovvero la comunità omossessuale nelle sue varie sfaccettature), ma in realtà simbolo per eccellenza della pace in quanto originariamente sigillo di Dio che ricorda il patto di pace con l’uomo dopo il diluvio universale

Genesi 9:13-15 “Io pongo il mio arcobaleno nella nuvola, e servirà di segno del patto fra me e la terra. E avverrà che, quando farò venire delle nuvole sulla terra, l’arco apparirà nelle nuvole; e io mi ricorderò del mio patto fra me e voi ed ogni essere vivente di ogni carne, e le acque non diventeranno piú un diluvio per distruggere ogni carne.”

Come al solito (permettetemi una nota di commento) il mondo va dietro incoerentemente ad ogni moda profana o esoterica ignorando o prendendone sottogamba la reale natura, attraendo spesso proprio coloro che si definiscono atei o addirittura vanno aspramente contro criticando la Fede Cristiana. Il problema sta proprio nell’ignorare le conseguenze spirituali di questi riti, spesso venduti come feste innocue. Ancor più pericoloso è quando questi rituali, spacciati per pseudo-feste, coinvolgono anche i bambini.

Concludo ricordando l’incoerenza stessa di questa inutile pantomima associata a questa festa che celebrerebbe “la vittoria del bene sul male”, dato che proprio l’India è famosa sia per il suo sistema di classismo della società denominato “Caste” (che causa l’emarginazione di milioni di persone ai confini della società spesso in condizioni di vita al limite della sopravvivenza), per l’emarginazione delle vedove che le condanna ad una vita di povertà e di stenti, e dove la Fede Cristiana viene aspramente sempre più perseguitata con violenza.

Per cercare di celare questi lati “sgraditi” della società, è notizia dell’edizione dell’Holi Festival di quest’anno tratto dal sito del Post Internazionale:

Quest’anno, per la prima volta, le vedove di Vrindavan hanno celebrato la Holi, la festa induista dei colori che segna l’inizio della primavera. Un passo simbolico e di rottura con la tradizione, che condanna le donne a una vita di umiliazione e solitudine alla morte del marito.

Per coloro che sono disposti a mettersi in discussione, invitiamo e leggere le parole di Gesù tratte dal Vangelo di Giovanni al capitolo 10 chi ha davvero a cuore il bene:

1 «In verità, in verità vi dico che chi non entra per la porta nell’ovile delle pecore, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. 2 Ma colui che entra per la porta è il pastore delle pecore. 3 A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori. 4 Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5 Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei».

6 Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono quali fossero le cose che diceva loro.

7 Perciò Gesù di nuovo disse loro: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. 8 Tutti quelli che sono venuti prima di me, sono stati ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9 Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura. 10 Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.

11 Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore. 12 Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga (e il lupo le rapisce e disperde), 13 perché è mercenario e non si cura delle pecore. 14 Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, 15 come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. 16 Ho anche altre pecore, che non sono di quest’ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore. 17 Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi. 18 Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest’ordine ho ricevuto dal Padre mio».

ed a riguardo dell’odio verso la Fede Cristiana, nel capitolo 15 sempre del Vangelo di Giovanni:

18 «Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. 19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia. 20 Ricordatevi della parola che vi ho detta: “Il servo non è più grande del suo signore”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21 Ma tutto questo ve lo faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. 22 Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero colpa; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. 23 Chi odia me, odia anche il Padre mio. 24 Se non avessi fatto tra di loro le opere che nessun altro ha mai fatte, non avrebbero colpa; ma ora le hanno viste, e hanno odiato me e il Padre mio. 25 Ma questo è avvenuto affinché sia adempiuta la parola scritta nella loro legge: “Mi hanno odiato senza motivo”.

 

Fonti: