“La strada del sole” di Francesco Lorenzi

Un libro che in meno di un giorno mi ha tenuto incollato per più della metà delle pagine scritte, richiuso solo per permettere alla mia mente non solo di riposare, ma soprattutto di poter  assimilare e lasciar  sedimentare nel profondo del mio animo quella scarica di vita che divampa come un incendio dalle pagine di Francesco Lorenzi “The President” e dei suoi più amati e strettissimi fratelli “in Spirito”: Riccardo “Trash” Rossi, Matteo “Lemma” Reghelin e Gianluca “Boston” Menegozzo.

Se cercate su Google “Sun Eats Hours” non ci sono parole per presentare uno dei maggiori fenomeni di punta del panorama musicale non solo Italiano ma Mondiale degli inizi del ’00. Offsprings, NoFX, Muse, e tanti altri nomi che hanno permeato di suoni le orecchie della generazioni degli ’80 come me, realtà e mondi che questi quattro ragazzi hanno conosciuto e vissuto da protagonisti. Un momento di gloria all’apice del successo per i quattro ragazzi vicentini, di stanza nei migliori palchi del mondo ed accostati a nomi di grande calibro. Tutto a gonfie vele…o forse no.

Come la scena inaspettata del migliore dei film drammatici, arriva il dramma che, come un lenzuolo sollevato, mostra la vera realtà racchiusa da un lucchetto impolverato nelle cortecce di queste quattro vite.

Immaginate un film che inizia con una famiglia all’apparenza felice, oppure dei giovani spensierati ignari di ciò che li attende pochi fotogrammi dopo, o di un pilota che, nel pieno della sua fama vince campionati infilando podi uno dietro l’altro. Poi di colpo arriva l’inaspettato. Continuando nelle nostre scenografie immaginarie potremmo interpretarlo come una fantasma dentro un armadio che di colpo si ripresenta con devastanti conseguenze amplificate da anni di occultamento, pronto a distruggere l’armonia famigliare; oppure l’eccesso di troppo che riporta alla realtà i giovani esigendo il conto delle proprie spensieratezze; oppure l’incidente inaspettato del pilota all’ultima curva della gara più importante della propria carriera. L’epilogo in entrambi i casi è sempre lo stesso: un corpo a terra, un respiro affannato, la vista che si ottenebra ed il battito di fondo che pian piano rallenta fino a quasi svanire, un bip-bip che da alternato diventa fisso.

Poi?

Come scriverebbe Francesco:

“Silenzio.”

Una voce: “3-2-1, scarica!, 3-2-1, scarica!”. Un corpo che vibra nell’aria agitato da scariche di un defibrillatore. Una voce di speranza che dice “Non li abbiamo persi“. Di colpo una luce irrompe nel buio più totale. Mani divine che lavorano alacremente nel retro dell’ambulanza della vita. L’improvviso impatto del ritorno alla vita ed  una boccata a pieni polmoni per tornare a respirare un’aria pura, genuina, non inquinata che fin da troppo tempo non si tornava più a respirare, e la cui assenza rischiava di atrofizzare i polmoni di queste quattro vite.

Perdonate l’eccessiva licenza letteraria e dell’immaginazione, ma ripensando a questo  libro  questo è il miglior esempio per presentare questa recensione: oggi parliamo de “La strada del sole” di Francesco Lorenzi dei “The Sun“.

Possiamo considerare questo libro come il compimento, la conferma, il suggello di una trasformazione che ha avuto inizio in Francesco e poi, come una marea, si è espansa ed ha riverberato nelle vite di Matteo, Gianluca e Riccardo.

Come abbiamo detto in apertura, il gruppo, famoso ai più con il nome di “Sun Eats Hours”, ha vissuto un brusco arresto proprio nel momento di maggior successo. Sapete, come si legge all’inizio del vangelo di Giovanni, “la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno compresa (nda: tradotto anche assorbita, inglobata, oppressa).”, anche in questo caso, la luce che ha scatenato  tutti i cambiamenti ha avuto la meglio, nonostante le molte tentazioni legate al successo della band in quel momento: decine di migliaia di fan, appoggio delle più importanti major e dei media, tranquillità finanziaria. Questo è stato il prezzo del cambiamento.

Sapete, molti, quando vedono una persona che vive la fede, spesso ignorano il prezzo dell’aver accolto questa trasformazione. Inoltre nel nostro Paese non si parla di persecuzione fisica come in altre parti del mondo (anche se non possiamo dire che non vi sia proprio nessuna persecuzione in generale) e quindi il fatto di non aver ferite fisiche come potrebbe accadere in altre parti del mondo da adito a conclusioni superficiali sul fatto di vivere la propria fede quotidianamente. Ma chi ha vissuto sulla propria pelle il prezzo del voler portare un cambiamento drastico nella propria vita potrà sentirsi in compagnia leggendo le difficoltà vissute dalla band e dentro la band in ciò che potremmo definire il momento climax della loro trasformazione o, meglio ancora, rinascita.

Ciò che fa da volano tra una pagina e l’altra, che galleggia in superficie tra le varie righe, è la schietta autenticità e sincerità di questi ragazzi, che non vogliono passare per super eroi della fede e non nascondono difficoltà, pensieri, stati d’animo e soprattutto ferite ma quasi le vogliono ancora di più mettere in evidenza per dimostrare che quanto più siamo fragili e deboli, tanto più affidarsi a coLui che Francesco amichevolmente chiama “il Mister” fortifica e permette di superare circostanze all’apparenza insormontabili.

Divorando le pagine, che scorrono via come fotogrammi di un film, a volte si perde la percezione di ciò che si sta leggendo. Nel senso che non sembra più un’autobiografia ma un romanzo da quanto si viene immersi grazie all’accuratezza dei dettagli, e spesso occorre soffermarsi a riflettere per ricordarsi che ciò che si sta leggendo è una storia vera, è vita. Percorrere questa “Strada del Sole” guidati dalla penna di Francesco inevitabilmente porta all’auto analisi. Leggerlo senza poi riflettere sulla propria vita è come, scriveva l’apostolo Paolo, “Guardarsi per un istante allo specchio e poi andare via facendo finta di nulla.”

Per addentrarsi ancora di più suggeriamo anche l’ascolto delle varie tracce citate nel libro. Ascoltando non solo le parole, ma i suoni ed i ritmi ed incrociandoli con il libro si rivive sulla propria pelle emozioni e stati d’animo dei momenti di picco dei vari capitoli. Un plauso per come, grazie all’album “Spiriti del Sole” (in cuffia in questo esatto momento mentre scrivo questo articolo) ed al libro che ne ripercorre le tappe principali, si è riusciti a ricreare una vera e propria time capsule di stati d’animo che tutti possono toccare con mano. Se poi desiderate l’esperienza completa, non vi rimane che aggiungere anche i clip dei brani principali, come “1972“, di cui potrete capirne l’importanza leggendo 😉

Chiudiamo questa mini recensione su questo libro da cinque stelle su cinque con un passaggio tra quelli che più mi hanno colpito:

A quel punto mi resi conto che nella mia vita ero cresciuto vedendo Gesù sempre in croce: a casa, in chiesa, a scuola, alle poste… ovunque, crocifisso. Eppure in quelle notti Lui non era più in croce: era lì, al mio fianco, presente, come un fratello maggiore, come un amico che ti conosce meglio di chiunque altro.

La fatidica domanda “lo consiglieresti” ha una risposta ovvia: certamente si. Ho fatto leggere la bozza di questa recensione a mia moglie, lanciandole ogni tanto piccoli input per “invitarla” alla lettura. Ed il risultato è stato quello che mi aspettavo: una volta che anche lei ha iniziato a leggerlo è stato come un fuoco che ha fatto fatica ad accendersi ma che, una volta letto il primo capitolo, in un attimo ha subito appiccato e divampato.

Non rimane che salutarci ed invitarvi caldamente alla lettura di questa autobiografia del gruppo, consigliata a tutti coloro che desiderano toccare con mano come sia possibile, in qualsiasi momento, smettere di correre all’interno della propria ruota e cercare il senso, il fine ultimo della nostra vita, che spesso non ha a che vedere solo con noi stessi.

Trovate il libro sia nelle principali piattaforme digitali tramite i link di seguito e nelle migliori librerie.

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Francesco Lorenzi

VERSIONE DIGITALE ESCLUSIVA CONTENENTE IL LINK PER SCARICARE LA VERSIONE ACUSTICA DI “SAN SALVADOR” E, IN APPENDICE, I TESTI DI GIANLUCA MENEGOZZO, RICCARDO ROSSI E MATTEO REGHELIN. Nel 1997 nascono i Sun Eats Hours, la prima band di Francesco Lorenzi. Sono quattro giovanissimi vicentini, alle pres…

Pubblicato: 07 Maggio 2014

 

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