Natale, una festa pagana?

10 Manda grida di gioia, rallégrati, figlia di Sion! perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te», dice il Signore. — Zaccaria 2:10

16 Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, a noviluni, a sabati, che sono l’ombra di cose che dovevano avvenire; ma il corpo è di Cristo. — Colossesi 2:16–17

Mentre ci avviciniamo sempre più al Natale desideriamo soffermarci su uno dei temi caldi che spesso viene sollevato proprio in questi giorni che riguarda la celebrazione della Natività di Cristo: infatti si contesta che il giorno del 25 Dicembre, così come fu originariamente istituita la ricorrenza, fosse una festa pagana della commemorazione della nascita di un falso dio.

Dobbiamo riconoscere prima di tutto che questo è vero. Come fece notare il Dr. Paul Maier, eminente professore di storia antica alla Western Michican University:

“I Romani del tempo non solo celebravano la propria festa di Saturnalia alla fine di Dicembre, ma onoravano anche il 25 Dicembre come data del solstizio d’inverno (invece del 21 Dicembre), quando celebravano la festa pagana del Sol Invictus, il sole invincibile.”

Mentre questi fatti storici sono stati appurati e confermati, spesso si trascura invece il vero motivo per cui la prima chiesa Cristiana scelse proprio il 25 Dicembre come data della celebrazione della nascita di Cristo. Infatti lo scopo non fu, come spesso si dice, di “cristianizzare” la data di una ricorrenza pagana, ma piuttosto di stabilirne una nuova in contrapposizione.

Così il Natale fu istituito come festività di edificazione ed incoraggiamento spirituale per i fedeli Cristiani, in cui proclamare al mondo la supremazia del Figlio di Dio sopra le superstizioni religiose del tempo sui falsi dei come Saturno, il dio dell’agricoltura, ed il Sol Invictus, l’inconquistabile dio sole.

Questa ferma volontà di proclamare il Natale(1) è rimasta nei secoli e più volte ripresa, come ad esempio nel mondo anglossassone, dove l’unica parola che identifica il Natale, “Christmas”, nasce nell’inglese antico “Crīstes +mœsse”, letteralmente “Festa di Cristo”, giorno designato come di riposo spirituale o vacanza, in inglese “Holiday” che, nonostante oggi identifichi un qualunque giorno festivo o di vacanza, in realtà deriva da “Holy Day”, cioè “Giorno Santo”.
Nonostante l’opposizione del mondo, Cristo ha segnato non solo il Natale come sua ricorrenza ma anche aspetti della nostra vita più comuni con cui tutti hanno a che fare tutti i giorni, come il conteggio del tempo che parte simbolicamente dall’anno della Sua nascita, e segna il tempo come “Dopo Cristo” o “Avanti Cristo”. (N.d.T.)

Quindi oggi il mondo si è completamente dimenticato degli antichi dei Greco-Romani, che annualmente venivano celebrati circa 2000, per celebrare invece da 2000 anni a questa parte la vera speranza per l’umanità, che ha invaso il tempo e lo spazio, Gesù Cristo il Figlio di Dio.

Come Cristiani ogni anno possiamo intravedere una realtà ancora più grande di una semplice nascita. Infatti ogni anno celebriamo il primo Avvento, che automaticamente ci ricorda il secondo Avvento nel quale ogni cosa passerà ed il Signore tornerà per ristabilire il giusto ordine delle cose. Così come il profeta Zaccaria annunciò:

10 Manda grida di gioia, rallégrati, figlia di Sion! perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te», dice il Signore. — Zaccaria 2:10

 

 

Hank Hanegraaff, tratto da “The Heart of Christmas”

 

 

Note del Traduttore (N.d.T.)

(1) Natale: parola che trae origine dal latino [natus] nato, più il suffisso [-alem] che indica appartenenza, per antonomasia identificata al “Nascita di Cristo”.