Perdona le nostre offese come anche noi perdoniamo a chi ci ha offeso

Spesso Dio si usa di cose semplici, immediate, per attirare la nostra attenzione. Video, canzoni, letture, per un attimo entrano in profondità nel nostro cuore, lasciano uno spiraglio nella nostra anima che permette per un attimo alla Luce di Dio di illuminare il nostro intimo e renderci consapevoli della reale situazione del nostro cuore e della nostra vita.
In un istante possiamo capire quanto tempo abbiamo perso per correre dietro a cose futili della nostra vita lasciando indietro quelle davvero importanti. In quel momento stiamo permettendo alla voce di Dio di plasmare il nostro cuore, di farci capire quanto possa essere inutile correre dietro a cose che alla fine non portano sostanza alla nostra vita tralasciando quelle davvero importanti.

Proprio in questi momenti ci rendiamo conto di quanto davvero sia fondamentale condurre una vita impiantata sulla roccia, stabile, costruendo anche faticosamente, piuttosto che tralasciare le fondamenta degli insegnamenti di Gesù per costruire in maniera inutile e frettolosa, basandoci sul nostro vissuto, una vita che alla prima tempesta potrebbe crollare.
Allora, proprio in quei momenti, chiediamo con una reale sincerità di cuore “Voglio fare la Tua volontà nella mia vita, voglio cambiare vita, voglio vivere per te!”
Ed ecco che arriva, quasi impercettibile come un soffio, ma chiaro come la luce del sole, il primo passo che Dio ci chiede di fare, quello che Gesù considera essenziale, la base di tutto il regno di Dio, la richiesta più importante che ci ha insegnato di porgere a Dio nelle preghiere e nella relazione con Lui:

Perdona le nostre offese come anche noi perdoniamo a chi ci ha offeso. (Matteo 6:12 ICL00)

«Sapete che è stato detto: Ama i tuoi amici e odia i tuoi nemici. Ma io vi dico: amate anche i vostri nemici, pregate per quelli che vi perseguitano. Facendo così, diventerete veri figli di Dio, vostro Padre, che è in cielo. Perché egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni e fa piovere per quelli che fanno il bene e per quelli che fanno il male. «Se voi amate soltanto quelli che vi amano, che merito avete? Anche i malvagi si comportano così! «Se salutate solamente i vostri amici, fate qualcosa di meglio degli altri? Anche quelli che non conoscono Dio si comportano così! Siate dunque perfetti, così com’è perfetto il Padre vostro che è in cielo». (Matteo 5:43-48 ICL00)

L’ultima frase di Gesù riecheggia ancora imperante nella nostra mente “Siate perfetti!”
Ma come possiamo amare coloro che ci odiano, coloro che tramano alle nostre spalle, che congiurano contro di noi, coloro ai quali non importa nulla di noi e non hanno il minimo interesse di ciò che le azioni possono causare nella nostra vita, che non hanno il minimo interesse a sapere se li abbiamo perdonati o stiamo soffrendo per causa loro?
Eppure questa è la base, la partenza, altrimenti in cosa possiamo riflettere l’amore di Dio verso gli altri se odiamo coloro che ci odiano?

Credo che la risposta a tutto questo sia l’esempio della nostra vita stessa. Anche noi un tempo non avevamo l’interesse a sapere se le nostre azioni avessero delle ripercussioni sulle vite degli altri e, soprattutto, su Dio. Non ci interessava sapere se il nostro comportamento, le nostre scelte rattristassero Il Padre che, ancor prima che nascessimo, ha scelto di amarci. Vivevamo le nostre vite ignorando totalmente l’amore di Dio per noi, anzi, non ci interessava sapere nulla dell’amore di Dio per noi. Alcuni erano in collera con Lui, cercando volontariamente di fare azioni sbagliate come per combattere contro di Lui o fargli un torto. Non ci interessava in definitiva una relazione con Lui ma piuttosto la ribellione contro di Lui.
Ma il Suo amore é andato oltre a tutto ciò, conoscendo i nostri cuori pieni di collera e rabbia contro di Lui, é rimasto fedele nella Sua decisione di amarci.
Come scriveva l’apostolo Paolo

Noi eravamo ancora incapaci di avvicinarci a Dio, quando Cristo, nel tempo stabilito, morì per i peccatori. È difficile che qualcuno sia disposto a morire per un uomo onesto; al massimo si potrebbe forse trovare qualcuno disposto a dare la propria vita per un uomo buono. Cristo invece è morto per noi, quando eravamo ancora peccatori: questa è la prova che Dio ci ama. (Romani 5:6-8 ICL00)

Dio sapeva tutto di noi, ma conosceva anche ciò che noi non sapevamo: il suo amore per noi, i suoi pensieri di pace e di bene per noi, e soprattutto non sapevamo che potevamo riconciliarci con Lui né come. Sapeva che eravamo totalmente incapaci di tornare a Lui. Prima ancora che lo scoprissimo, Lui aveva fatto il primo passo.
C’è una frase che, da circa duemila anni, riecheggia nel tempo e nelle generazioni, sulle vite di ognuno, che Gesù disse sulla croce prima di morire, la quale ci testimonia come Dio sapesse della condizione delle nostre vite nei tempi passati e futuri e soprattutto di quanto limitata fosse la nostra conoscenza di Lui in ogni generazione:

Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quel che fanno». I soldati intanto si divisero le vesti di Gesù, tirandole a sorte. (Luca 23:34 ICL00)

Insultato, fustigato, appeso, bestemmiato non solo dai soldati e dai religiosi che lo inchiodarono alla croce, ma dalle nostre azioni, dalle nostre colpe, dai nostri insulti, dai nostri errori, dalle nostre scelte volontariamente sbagliate e malvagie, Gesù fa una preghiera a Suo Padre che ha l’effetto deflagrante pari ad un ordigno nucleare sulla condanna che pendeva come una spada di damocle sulle nostre vite, che rade a zero ogni nostra colpa e ci giustifica, ci perdona, ci salva perché “Cristo invece è morto per noi, quando eravamo ancora peccatori: questa è la prova che Dio ci ama.

Se non sai quindi come perdonare chi ti sta ferendo, ti sta facendo soffrire, ti opprime, trama contro di te, guarda ed ascolta in silenzio Colui che pronunciò quella frase su quella croce, pronunciata da chi ha il potere su ogni cosa, da chi ha scelto di amarti prima ancora che tu potessi capire che eri perso senza Dio, e senti l’effetto di questo balsamo di amore sul tuo cuore, che da un senso alla tua vita, e lascia che l’eco di queste parole possa arrivare anche su chi fatichi a perdonare

«Padre, perdona loro perché non sanno quel che fanno».

Che questo nuovo 2015 possa essere un momento per riflettere sul nostro cammino come testimoni di ciò che Dio ha fatto per noi e per le nostre vite, per aprire il nostre cuore a Lui, alla luce del Suo amore per noi che, come il sole al mattino, sorge sulle nostre vite scaldando, rischiarando e portando nuova speranza per noi così come Zaccaria cantava:

Il nostro Dio è bontà e misericordia: ci verrà incontro dall’alto, come luce che sorge. Splenderà nelle tenebre per chi vive all’ombra della morte e guiderà i nostri passi sulla via della pace». (Luca 1:78-79 ICL00)